Onorevoli Colleghi! - A seguito di quanto disposto dai decreti-legge n. 7 e n. 115 del 2005, convertiti, con modificazioni, dalle leggi n. 43 e n. 168 dello stesso anno, circa 340 «riservisti» su 401 si sono vista riconosciuta pleno iure l'idoneità ad accedere ai ruoli dei dirigenti scolastici perché risultati in possesso del requisito di almeno un anno di incarico di presidenza, requisito che in molti casi è stato acquisito in itinere, cioè dopo la partecipazione al concorso.
      Tale situazione ha creato, a parità di condizione, una evidente discriminazione e una consequenziale disparità di trattamento tra i soggetti interessati: infatti solo alcuni uffici scolastici regionali hanno assegnato con precedenza ai restanti riservisti «non sanati» qualche incarico di presidenza.
      Siffatta incongruenza è stata manifestamente riconosciuta, nella scorsa legislatura, da ambedue le Camere, attraverso l'approvazione di due ordini del giorno accolti dal precedente Governo, ai quali però non ha fatto seguito alcun concreto provvedimento.
      Inoltre, con direttiva del 25 marzo 2006, è stata regolarizzata la situazione di dieci presidi incaricati degli istituti d'arte che non avevano potuto accedere alla dirigenza per mancanza del requisito fondamentale previsto dall'articolo 27 del decreto legislativo n. 165 del 2001, e cioè il diploma di laurea.
      A partire dall'anno scolastico 2006-2007 le scuole prive di dirigente di ruolo saranno attribuite a reggenza a un dirigente già titolare di altra istituzione scolastica, dal momento che il citato decreto-legge n. 7 (articolo 1-sexies) ha disposto l'impossibilità di conferire nuovi incarichi di presidenza.
      Questa prospettiva rende assai problematico il futuro di moltissime scuole, poiché è stato stimato che saranno almeno

 

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un migliaio le scuole prive di dirigente scolastico di ruolo. Alla luce della forte preoccupazione di sindacati, dirigenti, docenti, utenti della scuola per il quadro che via via si sta delineando, la stessa amministrazione scolastica sta cercando con ogni mezzo, nel rispetto della normativa vigente, di assegnare un dirigente incaricato a quante più scuole possibili. È del 14 luglio 2006 una nota del Capo Dipartimento della Direzione generale per il personale della scuola, nella quale si sottolinea il «prevalente interesse pubblico alla copertura dei posti vacanti [...] con personale che possa dedicarsi a tempo pieno allo svolgimento delle delicate funzioni dirigenziali».
      Di fronte a questa situazione quasi di emergenza, parrebbe che tutto possa convergere verso l'adozione di quei provvedimenti amministrativi e legislativi che consentano all'amministrazione di dare un'ulteriore positiva risposta al problema, ponendola nelle condizioni di utilizzare legittimamente il personale riservatario di cui sopra, per la copertura di posti dirigenziali vacanti. Infatti detto personale ha superato positivamente tutte le fasi di un concorso dirigenziale, è stato adeguatamente formato dall'amministrazione e possiede tutti i requisiti per svolgere al meglio la funzione di dirigente scolastico. Ogni altra soluzione sarebbe senza dubbio qualitativamente inferiore in quanto ad efficacia ed efficienza.
      Si consideri inoltre che, nel quadro normativo attuale, l'attribuzione di incarichi dirigenziali a detto personale non andrebbe a generare alcun tipo di contenzioso, mancando attualmente i controinteressati.
      Con la presente proposta di legge si vuole pertanto correggere una situazione che si sta trascinando ormai da più di tre anni e sanare così una palese ingiustizia, tutelando l'interesse delle istituzioni scolastiche, attraverso la nomina di dirigenti scolastici stabili, idonei e formati.
 

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